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Libia: cronaca di un paese - Verso Leptis Magna, il Great Manmade River e la Cirenaica (III parte)

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Si prosegue verso est, per visitare la famosa Leptis Magna, si passa a fianco il Grande Fiume artificiale e si entra in Cirenaica.
Appunti di viaggio - Da Sabratha, riattraversando velocemente Tripoli, verso est, si va verso Leptis Magna, distante circa 60 Km da Tripoli, la più grande città romana dell'Africa.
La Libia ha circa 5-7 milioni di abitanti, che vivono naturalmente lungo la fascia costiera coltivata e fertile, larga qualche chilometro (tranne poche aree più grandi verso Misurata e Benghazi).
Una larga strada litoranea, quindi, la percorre da ovest ad est; lungo questa strada, e soprattutto in prossimità delle città, si svolge all'aperto la gran parte del commercio al minuto: una fila interminabile di bancarelle che vendono di tutto, ma soprattutto prodotti agricoli, che maturano prima che da noi in Italia, e anche prodotti per noi "strani": succo e vino di datteri, estratto di menta, arachidi fresche, mandorle fresche, foglie di thé.
Ogni tanto la strada si inerpica, si vedono passare alcune macchine, e a un certo punto ecco di nuovo un baracchino isolato con mandorle, thé, olio, arachidi e nella stagione giusta grossi cocomeri.
Leptis Magna - Non si vede dalla strada, è proprio sul mare.

fotografia a colori di Zliten nella città Romana di Dar Buc Ammera a Leptis Magna (fonte: Libya: The Lost Cities of the Roman Empire)

Grande da 7 a 8 volte Sabratha, accoglie ovviamente più gente e, quando ci sono, più turisti; ma la tranquillità e solitudine permangono durante tutta la visita, che avviene in piena libertà e senza affollamento. Nel vedere la quantità di rovine sparse a terra, come per un terremoto, viene in mente quanto potrebbe essere fatto ancora per rendere questa città un richiamo irresistibile al mondo. Passeggiando, arrivi fino al mare e ti fai fotografare accanto a 4 immense colonne di marmo cipollino, abbattute lungo la spiaggia.

fotografia a colori delle colonne in marmo cipollino del frigidarium dei Bagni di Adriano a Leptis Magna, abbattute lungo la spiaggia (fonte: Libya: The Lost Cities of the Roman Empire)

Anche quì il museo è splendido, ben tenuto e al livello di quello di Tripoli.
Da Leptis Magna la strada è lunga prima di arrivare, passata Benghazi, a Tolemaide, Cirene, Apollonia, i tre gioielli della regione di Benghazi, la Cirenaica: sono almeno 800 Km!
Appunti di viaggio - La strada è larga, piatta, dritta; si marcia a 150 all'ora e si incrociano solo grossi camion che fanno vibrare l'auto per lo spostamento d'aria. In lontananza, qualche branco di cammelli; ogni tanto, un posto di blocco: rallenti, quasi ti fermi, spegni la radio (i militari si arrabbiano se durante l'ispezione tutta l'attenzione non è concenrtrata verso di loro!); per bloccare la circolazione il sistema è semplice: una grossa gomena di nave tirata a terra: passarvi sopra in velocità significherebbe distruggere l’auto!
La prima città è Misratah (Misurata), famosa per i tappeti di colore rosso; lungo la strada, in pieno deserto, una fila di bancarelle ti offre piatti di ceramica, stuoie di palma, tappeti, attrezzi in ferro e pentolame, vasi, bidoni per l'acqua, orci in terracotta etc.
Si prosegue per Sirte, città natale del Presidente; è tutta nuova, pulita, con palazzi e giardini; nient'altro. Da Sirte a Benghazi c'è solo deserto, dune, qualche minuscolo paesello o installazione petrolchimica e, onnipresente, il Great Manmade River (G.M.R.), il fiume artificiale che scorrendo entro tubi di quattro metri di diametro porta alla costa l'acqua dalle riserve sotterranee delle montagne dell'interno, a migliaia di chilometri di distanza ...
Proprio in vicinanza di Sirte ci si può rendere conto di cosa abbia voluto dire costruire questa opera gigantesca: c'è uno dei cantieri di installazione e fabbricazione di questi tubi: sono elementi in cemento, lungo ognuno 14 metri e per posarlo, dopo aver effettuato lo scavo, essendo interrati, ci vogliono 2 macchine enormi; tutto ciò per migliaia di chilometri!
Il G.M.R. accompagna il viaggio fino a Benghazi; prima di arrivarvi, tuttavia, c'è una bellissima sorpresa: ad un certo punto, il deserto lascia il posto al verde, la strada sale, si notano pini, conifere, ogni tanto un tavolino per un picnic: non è un miraggio, è tutto vero! È il verde delle montagne della Cirenaica, l'area nella quale, soprattutto, si erano installati gli italiani che erano venuti a "colonizzare" queste terre.

autore: Massimo De Benedetti
pubblicato il : 9-7-2002
miniatura della fotografia dell'Arco Septimus Severus (fonte: Libya: The Lost Cities of the Roman Empire) Lungo la costa mediterranea, tra l'antico-Leptis Magna, la città di Settimio Severo - e la tecnologia moderna - il Grande Fiume fatto dall'uomo, che porta acqua per migliaia di chilometri dall'interno fino alla costa.

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BIOGRAFIE
De Benedetti, Massimo In 35 anni ha visitato per lavoro quasi tutti i paesi musulmani ...

LIBRI
miniatura a colori della copertina del libro 'Libya: The Lost Cities of the Roman Empire' (fonte: internetbookshop.it) Libya: The Lost Cities of the Roman Empire Antonio Di Vita, Ginette Di Vita-Evrard, Lidiano Bacchielli, Robert Polidori
Libia Ham Anthony
La guida presenta le pitture rupestri del Jebek Acacus, le rovine della romana Leptis Magna e della pentapolis greca, i volti più antichi della sabbiosa porta all'Africa che incanta con il Sahara e le sue città d'oasi di mattoni di fango, seduce con gli sfarzosi e colorati mosaici delle moschee ottomane, e con i vicoli e i suq della Medina di Tripoli, città sposa del Mediterraneo per l'eleganza e il candore dei palazzi. Due sezioni sono dedicate ai siti archeologici di Leptis Magna e Cirene; una guida del museo Jamahiriya; i segreti dei popoli indigeni; un utile glossario e una guida linguistica.

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