logo Buildlab.com

Genova - Tra Città e Porto

pagina 1 di 1 [ printer friendly stampa ... ]

Genova, città complessa, fatta di porto, mare e montagne, si estende distesa lungo la linea di costa.
"Amo la città di Genova perché è imprendibile - afferma lo scrittore Maurizio Maggiani. É incorreggibile e non finisce mai. E quelli che la abitano forse non lo sanno, perché è anche più grande delle ragioni dell'epoca corrente".

fotografia in bianco e nero di uno scorcio di Genova: in primo piano un viale che taglia la città e in secondo piano una chiesa (fonte: Emanuele Piccardo)

fotografia in bianco e nero della città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo)

Genova si estende in lunghezza, non si riesce ad abbracciarla tutta in un'unica visione se non arrivando con l'aereo che sfiora i tetti dei palazzi da levante a ponente; la città si sviluppa fianco a fianco del suo porto lungo quindici chilometri, ma per molti anni queste due città parallele hanno vissuto vite separate.
Genova ha un rapporto particolare con la visione, in quanto fornisce punti di vista sempre diversi, a quote diverse ma soprattutto perché ha, al suo interno, uno straordinario oggetto, la strada sopraelevata, divenuta nel tempo una macchina che produce immagini, immagini di città differenti, la città industriale, la città portuale, la città storica. Una città che ama farsi guardare dal cielo, dal mare, da terra, dai suoi gangli interni.
L'esperienza dello sguardo, su una città complessa come Genova, rappresenta un unicum nel panorama nazionale e internazionale differente da altri luoghi di mare, vedi Barcellona, Napoli, Marsiglia, Rotterdam. Ciò è dovuto alla sua orografia che oggi, come all'epoca della sua fondazione, ne ha condizionato lo sviluppo; ma quest'aspetto ne costituisce anche la ricchezza.

fotografia in bianco e nero di viali che tagiano la città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo)

fotografia in bianco e nero di viali che tagiano la città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo)

Tra città e porto, perché è lì che sta la città: tra due mondi, mentali e fisici, che generano uno stato di forte compressione. Una compressione che si restringe e si dilata, dove l'infrastruttura sopraelevata quasi tocca l'infrastruttura-centro storico con un ritmo cadenzato dai giunti di dilatazione, dai pali della luce e dai montanti del guard-rail. Vivere la compressione genovese è percorrere la sopraelevata, spartito di una musica mai uguale, sempre mutevole, ogni automobilista diventa l'interprete dello spartito, ne esalta questa o quella tonalità, dove la luce modella le superfici, i volumi; luce che illumina la città come un palcoscenico di un anfiteatro naturale.
Quando ho deciso di fotografare la città alla fine del 1997, volevo iniziare dal luogo che più di ogni altro mi interessava, il porto, ma attraverso la visione notturna.
Rappresentare la città notturna mi ha sempre affascinato, per le assonanze con certa filmografia di Scorsese, Taxi Driver, dove i protagonisti girano per la città di notte, quando la percezione dei luoghi muta radicalmente, luoghi che di giorno hanno una vita, la notte cambiano funzione e diventano i luoghi degli incontri proibiti, del malaffare; dove la luce condiziona il comportamento delle persone che si muovono nello spazio quasi quanto il fotografo attento nello scegliere la luce appropriata per raccontare la sua esperienza visiva urbana.
Mi interessava scoprire l'atmosfera del porto, i rumori, le luci, le ombre, mi sentivo protetto da quel luogo. Successivamente è cresciuta in me la necessità di non fermarmi a rappresentare solo quella parte di città e così mi sono spostato a fotografare la strada sopraelevata.

fotografia in bianco e nero sotto ad un passante nella città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo)

fotografia in bianco e nero sotto un viale passante nella città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo)

Percorrendo la sopraelevata si compie un'esperienza urbana che non ha eguali, per il paesaggio che compone il "quadro", noi decidiamo la velocità dello sguardo, lento o veloce, in una infinità di visioni possibili, verso monte la città, verso mare il porto.
La sopraelevata è una macchina che produce immagini diverse e noi siamo i registi del film che si attraverso lo schermo del parabrezza, dobbiamo scegliere tra visione frontale e laterale, tra il sopra-sopraelevata e il sotto.
Cambia il paesaggio, cambiano gli oggetti, gru, navi, container, transatlantici, barche a vela, silos, cantieri, palazzi, torri, campanili, grattacieli, forti.
Il nastro di asfalto e acciaio disegna un confine etereo che esiste da un punto di vista burocratico ma non è un muro, una muraglia, una porta, è una strada volante che entra nel ventre della città e come in un gioco di vasi comunicanti riemerge dal sottosuolo.
Mi ritornano alla mente le immagini di Metropolis, città fantastica immaginata da Fritz Lang o i disegni della città futurista di Sant'Elia. Il modo di vivere dei genovesi è futurista nella dinamica dello spostamento nello spazio attraverso un intreccio di tubi, sottopassaggi, ascensori, funicolari dove dalla città ti conducono a mondi diversi rispetto al luogo da cui si è partiti.
Il percorso mentale del fotografo che si muove nello spazio a ricercare tracce, segni da mettere "in ordine", ridare un equilibrio al caos, guardare e interpretare un luogo attraverso il mirino della macchina fotografica, una registrazione che viene fissata sulla lastra come segno indelebile di un attimo, di una sensazione che vuole comunicare agli altri.

L'articolo è stato cortesemente messo a disposizione da channelbeta.net
In Channelbeta speciale:
Physico- Compagnia Altroteatro

autore: Emanuele Piccardo
pubblicato il : 29-10-2002
miniatura di una fotografia di una chiesa nella città di Genova (fonte: Emanuele Piccardo) "Amo la città di Genova perché è imprendibile. É incorreggibile e non finisce mai. E quelli che la abitano forse non lo sanno, perché è anche più grande delle ragioni dell'epoca corrente." Maurizio Maggiani

LIBRI
Vivere Genova e il suo centro storico. Sette itinerari per conoscere la superba Sirianni Vittorio
Génova. Imagenes de una ciudad soberbia Motta Titti

COLLEGAMENTI
miniatura del simbolo a colori del comune di Genova (fonte: http://www.comune.genova.it/) Città di Genova
Sito ufficiale del comune di Genova.


Tutto il materiale in questo sito è copyright © Franco Ponticelli E' vietata la riproduzione anche parziale. Buildlab.com e Franco Ponticelli non sono collegati ai siti recensiti e non sono responsabili del loro contenuto. Tutti i marchi e i loghi citati sono proprietà dei rispettivi proprietari.