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Iraq: tutela patrimonio artistico, un ruolo per l'Italia?

miniatura di fotografia di due figurine in alabastro della Magna Mater provenienti da Tell Es-Sawwan (fonte: http://www.theartnewspaper.com/iraqmus)
news inserita il
06-05-2003
Un'accurata e rapida opera di revisione di quello che è stato trafugato o distrutto nei musei iracheni: la proposta segue le immagini TV degli innumerevoli saccheggi in Iraq, compiuti al Museo Nazionale dell'Iraq di Bagdad ed al Museo Nazionale di Mosul. Secondo alcune fonti locali vicine alle Nazioni Unite, potrebbero essere scomparsi nei due musei oltre 150.000 pezzi, "una delle più grandi catastrofi culturali della storia recente" come ha dichiarato il Presidente delle Gallerie d'arte di New York. Già nel '91 migliaia di pezzi trafugati nel sud Iraq furono venduti sui mercati mondiali illegalmente. Alcuni Musei a livello mondiale si stanno candidando per la revisione, tra cui il British Museum di Londra, ma anche alcune strutture operative quali "The International Foundation for Art Research" di New York hanno offerto di recarsi il più presto possibile in Iraq per verificare la situazione allo stato attuale. Da molte parti, in proposito, si spinge affinché all'Italia venga assegnato prioritariamente questo importante e delicato compito operativo, anche in considerazione delle enormi potenzialità ed esperienze nel campo. In sede UNESCO, peraltro, l'Italia ha già assegnato 400 mila dollari per un "Fondo speciale per il patrimonio culturale iracheno" che è solo il primo passo per assistere concretamente il paese mediorientale in questo complesso, ma strategico settore. (fonte: ICE del 22 aprile 2003 / ICE NEW YORK)

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