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gr. La generazione della rete

miniatura a colori della copertina del libro 'gr. La generazione della rete' (fonte: Paolo Marzano)
news inserita il
16-06-2003
Un libro di 2a+p, Marco Brizzi, Luigi Prestinenza Puglisi
"gr. La genereazione della rete.
Sperimentazioni nell'architettura italiana"

Recensione di Paolo Marzano

La vastità dei percorsi di ricerca e la produzione di innumerevoli nuove visioni per lo spazio architettonico contribuiscono a delineare aggiornati modelli progettuali, soluzioni di evidente raffinatezza costruttiva e di una colta espressività. La pubblicazione recente di un testo come gr riconosce alla ricerca architettonica oggi, in Italia, un posto di importanza particolarmente concreta e soprattutto attiva. Una raccolta di materiale di rete, come lo identifico io, può aiutare a far conoscere cosa voglia dire relazionarsi e connettersi ad una comunità sempre più numerosa, capire da quali individui o meglio identità, è composta scoprendo così il vero funzionamento dell'intelligenza collettiva alla quale andiamo incontro.

È il risultato paziente di sensibilità attive, il cui impegno è iniziato da tempo quando i linguaggi sterili post-moderni, equivoci e scontatamente senza futuro erano accolti come ospiti, privilegiati. Questa deprimente stagione ha prodotto una stasi architettonica che ha permesso a generazioni di giovani architetti, artisti o comunque di sensibilità attente, di aggiornarsi ed approfondire la propria ricerca. Dichiaratamente, è stata rifiutata la svendita dello spazio architettonico a tranci, mista a codici classici, dosati come da ricetta o regalati come gadget settimanali. L'architettura, paziente e silenziosa, intesseva il suo "bozzolo", nell'interno del quale, si fondevano i cromosomi della ricerca architettonica, di quella compositiva, dei nuovi linguaggi, dei segni, della tecnologia che mutava secondo le modalità d'espressione e dei codici figurativi. Certo, nel terzo millennio aspettavamo macchine volanti e grandi silos, capaci di contenere centinaia di migliaia d'auto, appartamenti e quant'altro la fantascienza aveva previsto nei suoi sogni "ma al destino non è mai mancato il senso dell'ironia" citazione calzante del futuristico Virgilio (Morfeus) dal film Matrix. Il più grande, il gigantesco, l'imponente, l'immenso, si è trasformato nel più piccolo, nel microscopico, nell'invisibile nano-architettura dei frammenti elettronici capaci di generare programmi che hanno permesso di controllare forme complesse allargando il campo d'azione e gli spazi si sono moltiplicati incommensurabilmente. La rete, quindi la comunicazione, ha sostituito le conquiste dei pianeti o almeno la rimanderà fino a quando l'intelligenza della nostra civiltà non avrà appagato il bisogno di conoscenza e quindi di libertà. Qui si inserisce la comunicazione che dalla rete è balzata in libreria proponendosi con riferimenti a siti, a pubblicazioni, a progetti, a gruppi appassionati ed a menti fervide della nuova generazione di critici d'architettura. Le realtà virtuali come si era stabilito un decennio fa, potevano annebbiare la ragione e confonderla, contribuendo a rendere l'architettura simile ad una mummia in eterna putrefazione, ma non è stato così e le ipotesi pessimiste non hanno avuto successo.

gr è un testo interstiziale, individuato tra le componenti estreme della teoria mediale, si pone tra l'iper-localismo e il flusso indistinto mediatico che avvolge avvilupando sempre di più, l'architettura. Una raccolta di esperienze di vita architettonica nella sua forma originaria. Come può nascere un'architettura? Cosa può generarla e da quali condizioni storiche e culturali? Non esiste risposta, ma possiamo osservarne, sul vetrino della nostra realtà, l'evoluzione della sua intima struttura.

gr riesce a sviluppare un discorso continuo intorno al nuovo medium rappresentato dalla rete non divagando, perché questo è il rischio di chi si avvicina a questo argomento. Anzi il testo tende ad essere un riferimento per gli esperti esponendosi e azzardando probabili scenari futuribili, consapevole di una loro perfettibilità. Ottima la strategia comunicativa ed organizzativa di 2a+p, evidente la consapevolezza e concretezza dei termini e dei mezzi espressivi usati da questa generazione secondo Marco Brizzi, notevole e colta padronanza della materia, specialmente nel definire i limiti ed i rischi della nuova condizione mediale del "praticare architettura" di Luigi Prestinenza Puglisi.

gr si presenta infatti come riferimento per gli esperti del settore, ma fugge dal solipsismo settario d'élite, assumendo forme da pratico manuale con pagine che usano citazioni di rete, per coloro che iniziano a "frequentarla".

gr conduce il lettore tra i pensieri, la creatività, le idee, i dialoghi capaci di scorrere parallelamente e i nuovi modi possibili d'espressione, crea immagini in b/n ed a colori miste a schemi ed a mappature con lo scopo di aprirsi a nuovi e diversi percorsi visivi e comunque comunicativi un laboratorio che unisce alla pratica architettonica una dinamica condizione culturale in cui la condivisione è il risultato del confronto di individui. Questo è il messaggio di un testo importante.
Secondo me, si tratta di un'evoluzione naturale e obbligata del LIBRO inteso come raccolta di... PERCEZIONI informazionali.

Mi piace pensare a questo testo come un inizio di una serie di appuntamenti capaci di informare i lettori, degli eventi ed i movimenti architettonici in Italia. Delle "storie di rete", che magari focalizzeranno ciò che i bollettini o le minuscole foto di concorsi su riviste specializzate relegano nelle ultime pagine. L'esperienza di questo testo nato dal lavoro incessante, dall'impegno completo e la cultura derivata da colti dibattiti di cui lo spessore è dato dalla riconosciuta autorevolezza di un'intelligenza collettiva "messa in rete" facile da trattare e possedere, ora alla portata di tutti.

gr riconosce e tenta di definire un'identità importante della nostra realtà; non ha la presunzione di aver scelto "il meglio della rete" magari censito e schedato, ma conferma lo stato evolutivo della ricerca architettonica presente in Italia.

È il fermo immagine di un istante "fluttuante", un paesaggio architettonico di una probabile intelligenza collettiva, che personalmente spero che si attui anche con l'apporto di tale possibilità editoriale e comunque divulgativa. Qualcosa di entusiasmante all'inizio del millennio è quindi avvenuto, un maggiore contatto con il nostro ambiente, la volontà di relazione che con esso stabiliamo continuamente, ha aperto nuovi spazi d'indagine. Siano in presenza di fantastiche e metaforiche gallerie del vento che plasmeranno nuovi profili e rinnovate identità; come aggiunge Marco Brizzi, esse hanno lo scopo di "preparare la base per nuove idee e nuove generazioni di individui".

gr, la generazione della rete. Sperimentazioni nell'architettura italiana, è un inizio per il quale la definizione è chiara, i concetti reali, il metodo giusto per parlare di "connessioni".

Fra gli appunti per questo scritto, rimane una frase che ancora oggi risuona come un'immancabile ed un'insuperabile profezia; riferimento di chi, nella sua grandezza, afferma ciò che evolvendosi, nella ricerca architettonica, può delineare profili di individui e realtà, ora inimmaginabili, il nostro dovere risulta abbastanza chiaro, tentare di preparare gli spazi di espressività nuove:

"Verrà un tempo forse in cui il quadro non basterà più. (interfaccia). La sua immobilità, i suoi mezzi infantili saranno un anacronismo nel movimento vertiginoso della vita umana! Altri valori sorgeranno, altre valutazioni, altre sensibilità di cui noi non concepiamo l'audacia… Le opere pittoriche (progetti ed esperienze di ricerca) saranno forse vorticose architetture sonore e odorose di enormi gas colorati, che sulla scena di un libero orizzonte elettrizzeranno l'anima complessa di esseri nuovi che non possiamo oggi concepire".
Umberto Boccioni (corsivo mio).
(fonte: Paolo Marzano)

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